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Archivi per 'Chiesa'

Postado em 30-08-2010
Famiglia per l’accoglienza a Rimini, papà mamme e figlie tutti insieme spiegano i panelli, raccontano la loro giornata e le fatiche quotidiani . Tutti uniti per testimoniare la gioia della famiglia cristiana.

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Postado em 30-08-2010
La mostra ripercorre passaggi che hanno messo in ginocchio l’economia mondiale negli ultimi due anni. Tutti ne siamo stati toccati ma pochi hanno veramente compreso che cose se è successo. Da prima le principali banche americane sono crollate sotto gli effetti della crisi, crisi che ha attraversato l’oceano fino all’Europa ed anche da noi, in Italia, le principali banche hanno rogato sempre meno credito.

Alcune imprese hanno dovuto chiudere e la disoccupazione è aumentata. Che cosa ha scatenato tutto questo? Che cosa ha cambiato nella vita di tutti noi? Le tre salone della mostra se percorre un viaggio nell’economia reale e di quella finanziaria con l’obbiettivo di capire se si possa veramente realizzare un’economia dell’uomo e per l’uomo.

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Postado em 24-08-2010

meeting-rimini_articolo

Inizia a Rimini, litorale italiano, il Meeting 2010, evento organizzato dal Movimento Comunione e Liberazione. Ogni anno il convegno internazionale conta con la partecipazione di grandi leaders religiosi e politici.

Giovani e adulti. L’evento è così attrattivo che riunisce praticamente persone di tutte età. Tutto questo perché la programmazione diversificata del meeting Rimini 2010 propone relazione, esposizione, spettacoli teatrali eppure concerti.

Da quando è iniziato l’evento, 30 anni fa é conosciuto in tutto il mondo per contare con la presenza delle diverse personalità, e per questo, raduna ogni anno migliaia di partecipanti. Per avere un’idea, Il Papa Benedetto XVI è passato anche lui in questo evento quando era appena cardinale e anche Giovanni Paolo II.

Politici, specialisti e professori universitari quest’anno fanno dibattito sul tema: “Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore”. Un evento unico che evangelizza il pubblico partecipante attraverso la discussione di temi di attualità.

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Postado em 20-08-2010

20 agosto 2010
FEDE E SOCIETA’

Una piazza aperta su cui si affacciano il campanile e il palazzo pubblico, le case e i portici. Dall’agorà dei Greci a quella del Comune, la piazza ha sempre rappresentato il cuore della città, il posto in cui si dialoga, ci si confronta, si interloquisce: il luogo in cui si rispettano le identità nella consapevolezza della propria. Da questa immagine nasce la filosofia del Progetto culturale e di conseguenza il logo del Servizio nazionale della Cei. Nel villaggio globale, in un mondo dove Internet e le nuove tecnologie “linkano” le persone, le mettono in contatto, la piazza del progetto culturale rappresenta lo spazio virtuale ma anche reale dove confrontarsi e riconoscersi attorno alle idee e ai problemi è importante così come pensare più a fondo e alla luce della fede le questioni fondamentali della cultura. «È il luogo dove comunicare tutto questo agli altri, nella convinzione che la comunità nasce anche dalla comunicazione» spiegano dal Servizio nazionale per il progetto culturale. È nel 1994 che il cardinale Camillo Ruini, nella sua prolusione al Consiglio permanente della Cei, fa per la prima volta un accenno a un «progetto culturale»: cultura «come terreno di incontro tra la missione propria della Chiesa e le esigenze più urgenti della nazione». Nel 1995 il Convegno ecclesiale di Palermo registra un consenso generale intorno al progetto e un anno dopo, nel 1996 tre seminari di studio promossi dalla Cei e l’Assemblea Generale dei vescovi italiani delineano le motivazioni e i contenuti del progetto culturale. I tre seminari sono dedicati rispettivamente a «Chiesa e cattolicesimo in Italia dopo il Concilio», a «La comunicazione sociale oggi, le sue prospettive e l’impegno della Chiesa», ad «Antropologia cristiana e culture contemporanee». Nel 1997 viene pubblicato dalla presidenza della Cei il documento fondativo Progetto culturale orientato in senso cristiano. Una prima proposta di lavoro. Per quanto riguarda le grandi aree tematiche, ha cercato di individuarne tre su cui focalizzare la riflessione, e verso cui orientare le attività di ricerca: libertà personale e sociale in campo etico; identità nazionale, identità locali e identità cristiana; interpretazione del reale: scienze e altri saperi.
Non mancano poi i temi emergenti su cui il progetto culturale ha concentrato l’attenzione come nel caso dell’antropologia e della trasmissione della fede, i nodi riguardanti la spiritualità, le tematiche della famiglia e della vita, scuola ed educazione, responsabilità verso il creato. Al riguardo durante gli anni molto utili sono stati il Forum del progetto culturale, i seminari di studio, le iniziative a sostegno della ricerca realizzate da esperti delle più diverse discipline, nella comune prospettiva di un’antropologia ispirata al Vangelo.
«Nel significato e nella centralità dell’evento di Gesù Cristo – spiegano dal Servizio nazionale per il progetto culturale –. In Cristo, infatti, ci è data un’interpretazione di Dio e dell’uomo, e quindi implicitamente di tutta la realtà, che è così pregnante e dinamica da potersi incarnare nelle più diverse situazioni e contesti storici, mantenendo al contempo la sua specifica fisionomia, i suoi elementi essenziali e i suoi contenuti di fondo».

Vincenzo Grienti dell’Avvenire.it

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Postado em 20-08-2010

Gericò la cittá-oasi, probabilmente la città più antica del mondo, si prepara a celebrare i suoi 10 mila anni di storia. Essa dista da Gerusalemme una trentina di chilometri, per raggiungerla si deve attraversare il Deserto di Giuda, al confine giordano, a pochi chilometri dal Mar Morto . Gerico e’ un’oasi abitata , ricca di verde, di fonti d´acqua e frutti della terra. La cittá conta 25 mila abitanti, solo 500 sono cristiani, il due per cento della popolazione. Nella “cittá della luna†, differenti realta’ religiose sono molto vicine fra loro. Da una parte la moschea nuova con le grandi cupole piastrellate di azzurro, dall’altra la chiesa ortodossa e la parocchia latina. Sotto lo sguardo del Buon Pastore i frati della Custodia di Terra Santa sono qui sin dal 1925 .

P. FERAS HIJAZIN ofm
Noi a Gerico viviamo questo dialogo religioso di vita ed é di questo che abbiamo bisogno. La scuola serve la piccola comunita cristiana e serve anche la grande comunita musulmana … ma specialmente nella educazione tutti sono solo uno.

Insegnare il dialogo e la comprensione reciproca sui banchi di scuola: questa è la sfida che si trova ad affrontare ogni giorno l´istituto della Custodia a Gerico. Un luogo amato e stimato da intere generazioni di palestinesi, soprattutto musulmani.

LUAI FAREED ABDEL ELAL-InsegnanteTerra Santa School – Gerico
Io sono professor qui dal 1995. Prima sono stato studente dal 1978 al 1986. Questa scuola è la mia seconda casa. Qui noi siamo una famiglia.

Per i cristiani locali, vivere a Gerico é un vero paradosso. Da una parte essi soffrono la situazione difficile di chiusura e isalmento di una citta’ palestinese con i conseguenti, enormi, problemi economici; dall’altra, pero’ hanno la fortuna di stare proprio in uno dei luoghi che Gesù ha storicamente visitato e conosceva molto bene. I Vangeli ricordano che il Signore proprio a Gerico ridona la vista a un cieco; a Gerico alza lo sguardo verso Zaccheo e lo invita a scendere dall´albero. La cittá sta anche sotto il Monte della Tentazione. Di certo Gesu passo’ da qui molte volte, essendo la cittá, ai suoi tempi, sulla strada quasi obbligata per salire a Gerusalemme… Eppure, anche se Gerico e’ tutto una cittá ricca di storia e di fede, a acusa della difficile situazione attuale, “i pellegrini sono come gli ucceli migratori – dice fra Firas – arrivano e se ne vanno presto…”

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Postado em 19-08-2010

Il commento del portavoce vaticano, padre Federico Lombardi

ROMA, mercoledì, 18 agosto 2010

Il prossimo viaggio del Papa in Gran Bretagna sarà l’occasione per presentare con efficacia il contributo positivo e la bellezza della fede cristiana e della Chiesa cattolica a una società secolarizzata come quella inglese. E’ quanto ha affermato il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi.

In una intervista alla Radio Vaticana, il sacerdote gesuita, nell’evidenziare alcuni degli aspetti salienti legati alla visita che Benedetto XVI compirà dal 16 al 19 settembre prossimo, ha detto che “certamente si attende con grande intensità ed emozione il primo giorno, che vede subito l’incontro del Papa con Sua Maestà, la Regina. E’ anche il giorno dell’incontro con la Scozia, che è una parte importantissima di questo viaggioâ€.

“Vorrei ricordare, inoltre, che il giorno in cui il Papa si trova in Scozia è il giorno della festa di Saint Ninian, che è il patrono, l’evangelizzatore della Scozia. E’ quindi un giorno importantissimo per gli scozzesiâ€, ha aggiunto.

Poi ci sarà “il grande discorso del Papa nella Westminster Hall, l’incontro con la società, con il mondo della cultura, con tutte le componenti più attive ed autorevoli della società inglese. Questo certamente sarà un momento guardato con grande attenzioneâ€.

Da non sottovalutare la portata ecumenica del viaggio, che prevede l’incontro tra il Papa e il Primate anglicano, l’Arcivescovo di Canterbury.

“La celebrazione ecumenica – ha commentato padre Lombardi – ha certamente un grande significato. Sappiamo anche che è un momento delicato per l’anglicanesimo, per i dibattiti interni. Ed è un momento delicato anche per i rapporti con la Chiesa cattolica, perché i dibattiti interni si riflettono anche sul rapporto tra gli anglicani ed i cattoliciâ€.

Quindi il momento conclusivo con la veglia a Hyde Park, a Londra, e la beatificazione a Birmingham dedicate alla figura di Newman che, secondo padre Lombardi, rappresenta un po’ “il cuore spirituale di questa visita†anche per il legame speciale che unisce il Santo Padre a questo poeta e pastore anglicano, successivamente accolto nella Chiesa cattolica e creato Cardinale da Leone XIII.

Un legame, ha spiegato il portavoce vaticano, visibile nella “sintesi profonda tra fede e ragione†e “nel vivere la testimonianza cristiana nel mondo di oggi, nel mondo moderno, dando tutte le ragioni della fede cristiana per coloro che le chiedono, rendere ragione della nostra speranza nel mondo di oggiâ€.

Rigurdo la questione dei cosiddetti “biglietti†per partecipare ad alcuni eventi della visita, come ad esempio la veglia a Hyde Park, padre Lombardi ha fatto notare che “i costi, gli impegni organizzativi della visita sono naturalmente di chi invita. Non è il Papa che si auto-organizza un viaggio in Inghilterra. Quindi, prima cosa: il Vaticano non ha stabilito nulla di questoâ€.

La necessità di chiedere un “contributo†per partecipare ai tre principali eventi pubblici deriva dal fatto che le persone dovranno usufruire di mezzi di trasporto organizzati e quindi le autorità ecclesiali hanno dovuto fornire “un ‘pass’, un passaporto specifico ad ogni fedele che partecipa†e “un piccolo ‘kit’ di servizio – anche pastorale e logistico –â€.

Riguardo invece alle novità rispetto alla visita in Gran Bretagna di 30 anni fa di Giovanni Paolo II, padre Lombardi ha sottolineato che la situazione è molto cambiata, così come “l’impostazione della visita stessa, che ha un suo aspetto di visita di Stato con invito ufficiale da parte della Regina e del governo, mentre quella di Giovanni Paolo II era più specificamente pastoraleâ€.

“Direi che quello che ci si attende – ha continuato –, che si può desiderare, sperare veramente da questa visita è il fatto di far capire, presentare il servizio della fede cristiana e il servizio della Chiesa cattolica per una società molto sviluppata ma anche molto secolarizzata, come quella del Regno Unitoâ€.

“Una realtà – ha detto ancora – dove forse anche molte persone si interrogano sul valore della testimonianza cristiana e della testimonianza cattolica nella società. Quindi, far cogliere che questa è un dono per la società, una ricchezza che viene offerta con il suo servizio di ispirazione spirituale ma anche, poi, di impegno nel campo educativo, nel campo della salute, della carità è qualcosa di molto importanteâ€.

“Noi ci auguriamo – ha concluso – che anche questo viaggio sia veramente una manifestazione della bellezza, della positività del servizio del Santo Padre nella società, tanto più in tempi in cui abbiamo anche avuto momenti di contestazioneâ€.

Fonte: Zenit.org

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Postado em 18-08-2010

Il secondo segretario particolare del Pontefice racconta il dietro le quinte del viaggio

ROMA, martedì, 17 agosto 2010

L’incontro privato del Papa a Malta con le vittime degli abusi sessuali è servito a sanare molte ferite. A rivelarlo nel volume “L’amore di Dio è più grande delle tempeste e dei naufragiâ€, pubblicato di recente dalla Libreria Editrice Vaticana, è mons. Alfred Xuereb, 51 anni, originario di Malta, che dal settembre del 2007 affianca mons. Georg Gaenswein come segreterio particolare del Pontefice.
Il testo raccoglie, oltre a una intervista a mons. Xuereb, tutti i discorsi in lingua italiana e maltese pronunciati in pubblico da Benedetto XVI, incluse le risposte date durante l’incontro con i giornalisti presenti sul volo papale, così come la catechesi per l’Udienza generale del 21 aprile in cui ha tracciato un bilancio del suo 14° viaggio internazionale.
Un viaggio quello compiuto da Benedetto XVI dal 17 al 18 aprile scorsi, a celebrazione dei 1950 anni dall’approdo dell’apostolo Paolo sull’isola di Malta, apertosi sotto la “scura nube†provocata dal vulcano islandese, che ha paralizzato i cieli di mezza Europa, e dal polverone mediatico contro la Chiesa che ha fatto seguito agli scandali degli abusi sessuali da parte di alcuni membri del clero.
Eppure il Papa ha paragonato l’accoglienza calorosa ricevuta a Malta con quella sperimentata da San Paolo dopo il naufragio.
Fiducioso sin dall’inizio nella buona riuscita del viaggio, grazie agli sforzi messi in moto dalla macchina organizzativa, mons. Xuereb ha tuttavia ammesso di aver temuto che “gli attacchi mediatici sferrati ingiustamente contro la persona del Papa potessero in qualche modo oscurare il suo messaggioâ€.
“Vivendo poi in un’era tecnologia – ha aggiunto – , la mia preoccupazione era che la popolazione maltese potesse preferire la comodità di casa e seguire gli avvenimenti in televisione, anziché scendere nelle strade per accoglierloâ€.
Al contrario, invece, “lungo il tragitto della papamobile non c’era una strada che non fosse piena di uomini, donne, giovani e bambini in festaâ€; “le bande musicali suonavano nella piazze antistanti le circa quaranta chiese incontrate lungo il percorsoâ€; e “diverse parrocchie hanno esposto la statua del santo patrono, come espressione di benvenuto, invocando la benedizione del Ponteficeâ€.
In particolare, riguardo l’incontro del Papa con le vittime di abusi, mons. Xuereb ha parlato di “un momento molto toccante e di speciale grazia. Nella cappella della nunziatura, dapprima il vescovo di Gozo, monsignor Mario Grech, ha introdotto l’incontro con una breve preghiera in un clima di grande raccoglimento che mi rimanda col pensiero all’esperienza di Pentecoste, quando lo Spirito discese sugli apostoli riuniti nel cenacolo insieme a Mariaâ€.
“Soprattutto – ha aggiunto – è emersa la singolare paternità di Benedetto XVI. Basti pensare che il portavoce delle vittime ha riferito così ai giornalisti che lo hanno intervistato: ‘Quando ho incontrato il Papa, mi sono reso conto di avere davanti a me una persona molto diversa da come viene descritta dai media’â€.
“E’ rimasto toccato dal fatto che il Papa fosse visibilmente commosso e sinceramente dispiaciuto per quanto accaduto – ha continuato –. Benedetto XVI ha anche apprezzato il loro coraggio nel denunciare quanti hanno commesso gli abusi. Inoltre le vittime sono rimaste colpite dal fatto che il Papa abbia preso le loro mani tra le sueâ€.
“Quel momento – ha commentato – mi ricorda il gesto misericordioso di Gesù che toccava e sanava. Anche in questo caso abbiamo avuto una guarigione, magari non fisica, ma sicuramente spirituale e psicologica. Tanto è vero che uno di loro ha affermato: ‘Ormai per me è un capitolo chiuso. Ora posso ricominciare con fiducia rinnovata nella Chiesa e nei membri della Chiesa che sono fedeli al loro ministero sacerdotale’â€.
“L’incontro è durato circa mezz’ora – ha spiegato poi –, ma i presenti hanno avuto la sensazione che se avessero parlato più a lungo il Papa li avrebbe ascoltati per tutto il tempo. E questo nonostante fosse stanco ed in forte ritardo sul programma previsto. Perciò quando si è congedato, i presenti ci hanno chiesto più volte, con insistenza, di porgere al Papa il loro vivo ringraziamento. E si leggeva nei loro volti tanta commozioneâ€.
Tra gli aspetti particolari della visita, mons. Alfred Xuereb ha raccontato che “più volte, prima del viaggio a Malta, Benedetto XVI aveva espresso il desiderio di visitare un sito paolinoâ€.
Per questo quando ha potuto pregare in ginocchio nella Grotta di San Paolo a Rabat, il luogo che fu la dimora dell’apostolo durante i tre mesi del suo soggiorno a Malta, “è come se avesse potuto immegersi, calarsi in quella realtà e incontrare personalmente il grande evangelizzatore delle gentiâ€.
La Messa a Floriana ha rappresentato invece il cuore del pellegrinaggio, il momento nel quale il Papa ha percepito in maniera palpabile la profonda devozione dei fedeli: “Durante il ringraziamento dopo la comunione – ha raccontato mons. Xuereb – c’era un tale silenzio da poter sentire il cinguettio degli uccelli sugli alberi circostantiâ€.
C’è poi stato l’incontro con i giovani al porto di Valletta, dove “Benedetto XVI ha sperimentato la freschezza di questa Chiesa che continua a crescere soprattutto grazie alle nuove generazioni che vogliono conoscere Cristoâ€.
“Proprio durante il viaggio del Papa – ha quindi confessato mons. Xuereb – ho scoperto con piacere come siano in aumento i gruppi, specialmente dei giovani, che vanno a fare soggiorni con esperienza missionaria insieme ai loro sacerdoti in India, in Brasile, in Albania, in Etiopia, in Guatemala, nel Perù, e in altre parti del mondo dove operano i nostri missionariâ€.
“Al ritorno in Vaticano – ha raccontato ancora – sono stato inondato da e-mail, sms, e telefonate di gente rimasta particolarmente colpita dalle espressioni dolci e paterne di Benedetto XVIâ€.
“Uno di questi messaggi diceva: ‘Ci è successo come agli Apostoli quando Gesù è asceso in Cielo: Il Papa è partito ma noi continuiamo a parlare di lui col cuore pieno di gioia!’. Un altro diceva: ‘Mi si è spezzato il cuore nel vederlo partire, tuttavia il Papa ha lasciato dietro di sé una scia di santità’â€.
Dal canto suo, ha continuato, il Papa “ritornava volentieri a parlare dell’entusiasmante esperienza vissuta a Malta, e quando gli ho confidato l’infinita riconoscenza per il grandissimo dono fattoci nell’aver scelto di visitare Malta, tra i tanti inviti che riceve ogni giorno, egli ha risposto: ‘Il regalo l’ho ricevuto anche io!’â€.
“Mi è restata nel cuore – ha infine concluso – l’impressione che, come San Paolo, dopo aver sperimentato una furiosa tempesta, ripartì dall’Isola rinfrancato dalla ‘rara umanità’ degli abitanti a cui aveva offerto il dono della fede cristiana, sia accaduto altrettanto per il nostro amato Benedetto XVIâ€.

Fonte: ZENIT.org

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Postado em 17-08-2010
Dal 16 al 19 settembre Benedetto XVI sarà in Gran Bretagna, e beatificherà il cardinal Newman. Intervista a Lord Patten, incaricato del governo per l’organizzazione della visita: “Spero che stimoli chi pensa di non aver bisogno di Dio, a farsi delle domandeâ€

Lord Patten, a 50 giorni dall’arrivo di Benedetto XVI in Gran Bretagna, sta crescendo l’attesa dei cittadini britannici per questo evento?

CHRIS PATTEN – Rapp. del governo britannico per la visita del Papa

Sarà la prima visita di Stato di un Papa nel Regno Unito, non la prima visita vera e propria perché Papa Giovanni Paolo II venne per una visita pastorale nel 1982 ma ci sarà enorme interesse per la visita di Papa Benedetto e credo che nel programma della visita, sia gli incontri di Stato che quelli pastorali, susciteranno un entusiasmo e un interesse sempre più crescenti.

Quali sono gli eventi della visita che richiedono un maggior sforzo organizzativo?

CHRIS PATTEN – Rapp. del governo britannico per la visita del Papa

Credo che le grandi folle all’aperto a Glasgow, al Bellahouston Park, e poi Birmingham, dove si terrà la beatificazione del cardinal Newman, credo che saranno difficili da gestire ma credo anche che sarà un grande successo, a patto che faccia bel tempo, ma anche con la pioggia sferzante, sono sicuro che la gente vivrà un’esperienza spirituale straordinaria.

Il motto della visita del Papa sarà “heart speaks unto heartâ€, il motto del Cardinal Newman, che il Papa beatificherà il 19 settembre. Qual è il peso di questa storica figura nella società britannica di oggi?

CHRIS PATTEN – Rapp. del governo britannico per la visita del Papa

Il cardinal Newman è una delle grandi figure del diciannovesimo secolo in Gran Bretagna non solo per il suo ruolo come figura ecumenica, come figura pastorale – è stato un grande parroco a Birmingham per tanti anni – non solo per il suo ruolo di intellettuale ma anche per il suo contributo alla civilizzazione della società. Io sono alla guida di un’università, a Oxford, dove il cardinale Newman ha studiato e poi insegnato in due dei nostri collegi prima di diventare prete anglicano ad Oxford. E il cardinale Newman ha scritto il migliore libro ma i scritto sui valori liberali dell’educazione e dell’educazione universitaria. Ha trattato dell’effetto di civilizzazione che l’educazione – aprendo la mente delle persone, permettendo ad esse di sviluppare il proprio potenziale – ha sull’intera società. Quindi, penso che questi siano temi importanti oggi, che dovremmo ricordare, per non diventare semplicemente schiavi della meritocrazia e del consumismo.

Che ricordo ha lasciato la visita di Giovanni Paolo II del 1982 tra i cittadini in generale e tra i cattolici in particolare?

CHRIS PATTEN – Rapp. del governo britannico per la visita del Papa

E’ stato un gran successo e molte persone mi hanno raccontato: “sono riuscito solo ad intravedere da lontano il Papa in questa o in quest’altra occasione ma sono comunque lieto di esserci stato e rappresenta un momento importante della mia vita e della vita dei miei figliâ€, quindi credo che tante persone che assistono a questi eventi, che si mettono in strada per vedere passare la papamobile, che sono testimoni del pellegrinaggio del Papa, credo che per queste persone sarà un’occasione personale e familiare molto significativa. Spero che contribuirà ad animare quella che è già una comunità ecclesiale attiva e spero che stimolerà le persone che pensano di non aver bisogno di Dio nella loro vita, a farsi delle domande.

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Postado em 17-08-2010

In occasione della Solennità dell’Assunzione di Maria

ROMA, lunedì, 16 agosto 2010

“Dio è così grande da avere posto anche per noiâ€. E’ quanto ha detto domenica mattina Benedetto XVI durante la Messa presieduta nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo, nella Solennità dell’Assunzione di Maria.
Questa festa, comune tanto alla tradizione orientale che a quella occidentale, veniva celebrata già nel IV sec. ed era detta “il Ricordo di Mariaâ€; due secoli più tardi, assunse il nome di “Dormizioneâ€. Successivamente, il 1° gennaio del 1950, Papa Pio XII diede una definizione dogmatica della dottrina dell’Assunzione con la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus.
“Noi – ha detto il Papa nell’omelia – crediamo che Maria, come Cristo suo Figlio, ha già vinto la morte e trionfa già nella gloria celeste nella totalità del suo essere, ‘in anima e corpo’â€.
Maria dunque ci precede, ma quali sono – si è chiesto poi – “le radici di questa vittoria sulla morte prodigiosamente anticipata in Maria?â€.
“Le radici – ha spiegato – stanno nella fede della Vergine di Nazareth […] una fede che è obbedienza alla Parola di Dio e abbandono totale all’iniziativa e all’azione divina […] La fede, dunque, è la grandezza di Maria, come proclama gioiosamente Elisabetta: Maria è ‘benedetta fra le donne’ […] perché crede e vive in maniera unica la ‘prima’ delle beatitudini, la beatitudine della fedeâ€.
Maria, Assunta in cielo, non è però lontana da noi: “Noi tutti oggi – ha detto il Pontefice – siamo ben consapevoli che col termine ‘cielo’ non ci riferiamo ad un qualche luogo dell’universo […] no! Ci riferiamo a qualcosa di molto più grande e difficile da definire con i nostri limitati concetti umaniâ€.
“Con questo termine ‘cielo’ vogliamo affermare che Dio, il Dio fattosi vicino a noi non ci abbandona neppure nella morte e oltre di essa, ma ha un posto per noi e ci dona l’eternitàâ€, ha aggiunto.
Noi, ha continuato, “esistiamo perché egli ci ama, perché egli ci ha pensati e ci ha chiamati alla vita. Esistiamo nei pensieri e nell’amore di Dio. Esistiamo in tutta la nostra realtà, non solo nella nostra ‘ombra’â€.
“La nostra serenità, la nostra speranza, la nostra pace si fondano proprio su questo: in Dio […] nel suo amore creatore, noi siamo custoditi e introdotti con tutta la nostra vita, con tutto il nostro essere nell’eternità. E’ il suo Amore che vince la morte e ci dona l’eternità, ed è questo amore che chiamiamo ‘cielo’: Dio è così grande da avere posto anche per noiâ€.
“E Dio – ha proseguito – accoglie nella Sua eternità ciò che ora, nella nostra vita, fatta di sofferenza e amore, di speranza, di gioia e di tristezza, cresce e diviene. Tutto l’uomo, tutta la sua vita viene presa da Dio ed in Lui, purificata, riceve l’eternitàâ€.
Per questo, ha sottolineato, “il Cristianesimo non annuncia solo una qualche salvezza dell’anima in un impreciso al di là, nel quale tutto ciò che in questo mondo ci è stato prezioso e caro verrebbe cancellato, ma promette la vita eterna, ‘la vita del mondo che verrà’: niente di ciò che ci è prezioso e caro andrà in rovina, ma troverà pienezza in Dioâ€.
E in quanto cristiani, noi siamo chiamati “ad edificare questo mondo nuovo, a lavorare affinché diventi un giorno il ‘mondo di Dio’, un mondo che sorpasserà tutto ciò che noi stessi potremmo costruireâ€.
Ecco allora, ha detto infine, che “in Maria Assunta in cielo, pienamente partecipe della Risurrezione del Figlio, noi contempliamo la realizzazione della creatura umana secondo il ‘mondo di Dio’â€.
Al termine della Messa, il Papa ha quindi fatto ritorno al Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per la preghiera dell’Angelus, a mezzogiorno.
In quest’occasione ha ricordato che “la venerazione verso la Vergine Maria accompagna fin dagli inizi il cammino della Chiesa†e che “artisti d’ogni epoca hanno dipinto e scolpito la santità della Madre del Signore adornando chiese e santuariâ€, mentre “poeti, scrittori e musicisti hanno tributato onore alla Vergine con inni e canti liturgiciâ€.
“Cari fratelli e sorelle – ha esortato il Papa –, affidiamoci a Colei che – come afferma il Servo di Dio Paolo VI – ‘assunta in cielo, non ha deposto la sua missione di intercessione e di salvezza’â€.
“A Lei, guida degli Apostoli, sostegno dei Martiri, luce dei Santi, rivolgiamo la nostra preghiera, supplicandola di accompagnarci in questa vita terrena, di aiutarci a guardare il Cielo e di accoglierci un giorno accanto al Suo Figlio Gesùâ€, ha infine concluso.

Fonte: ZENIT.org

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Postado em 16-08-2010
Situata a 40 Km della città di Torino, nel comune di Castelnuovo è la culla della famiglia Bosco. Subito all’ingresso, vediamo una statua di bronzo di mamma Margherita. Un opera di Enrico Manfrini realizzata nel 1992.

Siamo nella casa dove ha vissuto mamma Margherita. Giovanni Bosco giunse a questa casa quando aveva 2 anni e qui rimasse fino ai 16 anni.

La casa è conservata così come era, salvo gli interventi di conservazione.  Sulla destra vi è l’ingresso al salone in cui sono esposte testi e immagini per la comprensione del luogo. Nel piano superiore si trova il monumento a mamma Margherita che richiama l’episodio del perdono per l’olio involontariamente versato da Giovanni.

Nello stesso cortile, troviamo la casa di Giuseppe, fratello maggiore di don Bosco. Fu costruita in occasione delle sue nozze. È interessante entrare nella cappella della Madonna del Rosario inaugurata nel 1848. Fin quando la salute lo permise, Don Bosco veniva da Torino con i ragazzi per festeggiare la Madonna del Rosario. Le due lapidi che si trovano all’ingresso ci ricorda gli avvenimenti importanti: la vestizione di Michele Rua, primo successore di Don Bosco e l’incontro con Domenico Savio nel 1854. Oggi si accede alla casa di Giuseppe attraverso il Museo della vita contadina astigiana dell’800. Nelle camere sono esposti ricordi e mobili della famiglia Bosco. Stalla e fienile sono stati ricostruiti nel 1988. All’ingresso il forno di Giuseppe e alcune attrezzature per la vinificazione.

Di fronte alla casa di Don Bosco c’è il santuario di Maria Ausiliatrice, costruito al tempo della prima guerra mondiale (tra il 195 1 il 1918). Attualmente è la sede dell’adorazione prolungata e Gesù Eucaristia , animata dal CEM (Cenacolo Eucaristico Mariano).

Ora torniamo nel santuario, la quale per decreto del vaticano, è stata elevata alla qualità di Basilica.

La Basilica è composta da due Chiese sovrapposte. La prima pietra è stata benedetta l’11 giugno 1961 è fu aperta al culto soltanto la chiesa inferiore nel ’65, con una capienza di 700 posti.

basilica

La chiesa superiore è stata consacrata nel 1984 dal card. Ballestrero. Alla sommità della scalinata vediamo la statua bronzea di Don Bosco, dono degli insegnanti d’Italia in occasione della sua beatificazione nel 1929. È opera del Bellini.

Sopra i portali d’ingresso un affresco di M. Bogani rappresenta il lavoro missionario salesiano presso le varie civiltà del mondo.

L’interno della Basilica è stato rivestito di pannelli di legno di faggio. Sulla parete di fondo la grande statua del Cristo Risorto, in legno di tiglio. L’altezza è di 8 metri, l’apertura delle braccia 6 metri, il peso 30 q (quintali). Richiama la missione indicata a Don Bosco ne sogno di 9 anni e la pedagogia dell’ottimismo.

Entrando nella Chiesa inferiore ci troviamo davanti ad una grande pala d’altare che raffigura le passeggiate autunnali da Torino al Colle di Don Bosco con i ragazzi, mamma Margherita, San Domenico Savio, don Rua e don Cagliero(primo missionario salesiano).
Agli altari laterali sono collocati il dipinto di San Francesco di Sales (Caffaro Rore) e le vetrate con i santi della tradizione salesiana e italiana.

Per decreto della Santa Sede, il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato del vaticano proclamò il decreto che ha elevato alla condizione di Basilica il 23 maggio 2010. In questa occasione erano presenti i vescovi salesiani di tutto il mondo convocati dal Rettore Maggiore Don Pasqual Chaves.

Anche qui abita una comunità salesiana con 30 membri che conducono la vita spirituale e l’animazione missionaria. Si realizza annualmente il campo estivo nei mesi di luglio e agosto destinato ai giovani. Secondo il rettore del Santuario, qui è la casa della gioventù, il santuario dei giovani per eccellenza.

In effetti qui Don Bosco ha vissuto una vita salutare con i suoi fratelli. In questa collina incantevole fu formata la sua personalità e si fu evidenziando il piano di Dio.

Don Bosco amico della gioventù aiutaci!

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